Onore ai Militari Italiani Caduti in missioni di Peacekeeping nel Mondo

(dal 1950 al 2014)

 

Dal secondo dopoguerra ad oggi migliaia di Italiani hanno varcato i nostri confini per portare aiuti, pace e libertà ad altre popolazioni deboli e indifese. Questi uomini e donne, indossando una uniforme oppure no, hanno mostrato il meglio del nostro Paese.

Ricordandoli qui intendo onorare questi Uomini e Donne che hanno sacrificato la propria vita ai più Sacri valori dell’Amor di Patria e dell’Onore Militare,”Pro Humanitate”.

Grazie per quello che avete fatto: noi Italiani saremo sempre orgogliosi di Voi e delle Vostre Famiglie.  

Fortunato Galtieri

dulce et decorum est pro patria mori”  (Quinto Orazio Flacco, Odi, III, 2, 13)

 

Gli elenchi sono suddivisi per annate

Anni '50 Anni '60 Anni '70/80 Anni '90 a. 2000-2005 a. 2006-2010

anni 2011-2012-2013-2014

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Grado, cognome e nome del Caduto Forza Armata/Arma/Reparto di appartenenza/Annotazioni Luogo e circostanza del decesso Data del decesso
1° caporal maggiore SANNA Luca Esercito, 8° Rgt. Alpini Cividale del Friuli, Brig. Alpina "Julia"; anni 33, originario della provincia di Oristano

VSP, Volontario in Servizio Permanente, è stato ucciso da un terrorista in uniforme dell'esercito Afgano nel corso di uno scontro a fuoco all’interno dei un avamposto denominato “Highlander”, a circa 10 km dalla base italiana Bala Murghab, Afganistan, mentre un altro alpino, Luca Barisonzi, 20 anni, è rimasto ferito gravemente. I funerali solenni si sono svolti nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. Dolore e commozione tra i familiari e gli amici del militare. Ad accompagnare il feretro all'uscita della chiesa, la moglie Daniela, i genitori e i fratelli. Durante l'omelia, l'arcivescovo ordinario militare per l'Italia, Vincenzo Pelvi, ha parlato di Luca come "una presenza amica" in Afghanistan, "desiderosa di favorire uno scambio di doni tra persone semplici" e che "faceva del bene". Monsignor Pelvi ha poi sottolineato: "Nessuno dei nostri militari vuole fare l'eroe. Tutti vogliono tornare a casa dalle loro famiglie e dai loro amici. Ma tutti non esitano a porre a rischio il proprio futuro, sapendo che possono dare la vita o rimanere segnati. Questo è vero eroismo quotidiano della famiglia militare".
Il feretro è subito partito per la Sardegna dov’è giunto alle 16 all'aeroporto militaredi Elmas il a bordo di un Dornier 288 dell'Esercito Italiano. Tre minutiprima, con un altro Dornier dell'Esercito, erano arrivati ifamiliari. Ad attendere l'alpino le massime autorità regionali tracui il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, il comandantemilitare della Regione Sardegna Claudio Tozzi, il presidente delConsiglio regionale Claudia Lombardo, il sindaco di Cagliari EmilioFloris.
Il feretro, avvolto nella bandiera tricolore e portato in spalla dagli Alpini dell'8° Reggimento, è stato benedetto nel piazzale dell'aeroporto dal cappellano militare mons. Salvatore Pompedda.Mentre risuonavano le note del Silenzio, i presidenti della Regione del Consiglio regionale e il generale Tozzi hanno sostato in raccoglimento davanti alla bara. Il feretro è stato poi trasferito al paese d'origine di Sanna, Samugheo (Oristano), dove il sabato pomeriggio si erano celebrati i funerali in forma privata.

 

18.gen. 2011
Tenente, ora Capitano RANZANI Massimo Esercito, 5° Rgt. Alpini, Vipiteno (BZ), Brig. Alpina “Julia”; anni 37, originario di Occhiobello (FE) Deceduto nell'esplosione di un ordigno improvvisato (IED) che questa mattina ha investito un Lince nei pressi di Shindand, nella quale altri quattro militari - tutti appartenenti al 5° rgt. alpini di Vipiteno - sono rimasti gravemente feriti. La deflagrazione, avvenuta a 25 chilometri a Nord di Shindand ha colpito il terzo mezzo di una pattuglia che rientrava da un'attività di MEDCAP congiunta con le forze afgane. I feriti sono stati evacuati presso l'ospedale militare (Role 2) della base "Shaft" di Shindand, sede del comando della Task Force Centre. Questo tipo di attacco, nonostante gli importanti progressi svolti da ISAF per contrastarne la minaccia, rappresenta una delle modalità di azione tra quelle utilizzate dagli insurgent e, nel 30 percento dei casi, colpisce vittime civili. Le forze di sicurezza ISAF svolgono una continua attività per prevenire questo genere di minaccia al fine di migliorare le condizioni di sicurezza e garantire uno sviluppo sociale ed economico della regione. La Salma è rientrata in Patria il 2 marzo verso le 21.00 e, dopo gli Onori Militari, è stata trasportata all’Ospedale Militare del Celio, ov’è stata eseguita l’autopsia e dov’è stata allestita la Camera Ardente dalle 9.00 alle 10.30 del 3 marzo. I Funerali Solenni, alla presenza del Presidente della Repubblica, dei Presidenti del Senato e della Camera, del Presidente del Consiglio (arrivato però in ritardo), e delle altre più Alte Cariche Civili e di quelle Militari, sono stati celebrati dall’Ordinario Militare per l’Italia, Mons. Vincenzo Pelvi che, all’omelia ha detto: «Signor presidente della Repubblica grazie di cuore per la sua paterna vicinanza ai nostri giovani militari e alle loro famiglie». «Agli amici- aggiunge- Massimo confidava che per costruire la pace bisogna guardare gli occhi dei bambini, leggervi dentro il sogno di cose belle e nuove perché non ci sono bambini italiani, afghani o di altri paesi ci sono solo bambini». Poi sottolinea che «Massimo è stato un instancabile seminatore di speranza dinanzi allo straniero, al prigioniero, al nudo, all'affamato. Sperare, per Massimo, significava credere nell'impossibile». Massimo era «un alpino dallo sguardo sorridente ed è stato colpito durante un'operazione di assistenza medica, dopo aver distribuito vestiti». «Da buon cristiano Massimo, cresciuto tra gli scout della sua parrocchia, che giurano fedeltà a Dio e alla patria - ha aggiunto - sapeva che la pace esige il lavoro più eroico, il sacrificio più difficile, perché la pace esige un eroismo più grande della guerra, una maggiore fedeltà alla verità e alla pace». Infine, monsignor Pelvi ha sottolineato che «le nostre missioni internazionali ci aiutano a capire che siamo famiglia umana, nella circolarità del dono. Troppo spesso siamo tentati di nasconderci dietro affermazioni del tipo "non è compito mio", "ne vale la pena?", "non ne sono capace". Il sacrifico di Massimo e dei nostri militari ci impegna a riaffermare quell'amore sociale, norma suprema e vitale di ogni persona umana». Dopo le esequie solenni, la bara avvolta nel Tricolore è stata salutata dalle massime cariche dello Stato e delle forze armate, per fare ritorno nel paese in provincia di Rovigo. Qui sarà allestita giovedì la camera ardente nella sala consiliare del Comune. I funerali privati del tenente sono stati celebrati venerdì 4 marzo nella chiesa di Santa Maria Maddalena di Occhiobello (FE). 28.feb.2011
Ten.Col. CC CONGIU Cristiano Carabinieri, già Comandante della Compagnia CC di Pontecorvo (FR), distaccato presso l’Ambasciata Italiana a Kabul, Afganistan, come Esperto Antidroga e per la Sicurezza

Ucciso proditoriamente da alcuni criminali mentre si trovava nella Valle del Panjshir (Afganistan), per aver preso le difese di una donna vittima di un'aggressione. Esperto Antidroga e per la Sicurezza in servizio presso l’Ambasciata d’Italia a Kabul è stato ucciso ieri con colpi d’arma da fuoco nella provincia del Panshir in circostanze ancora da verificare. Il Ministro degli Esteri Frattini nell’esprimere il proprio il proprio dolore e cordoglio per la tragica scomparsa, rivolge ai familiari della vittima un sentimento di vicinanza e commossa ammirazione per un uomo che ha dato la vita in una missione di pace per il proprio Paese. “Questo ulteriore pesante tributo che ci troviamo a pagare non ci deve far deflettere dal nostro impegno quotidiano di stabilizzazione dell’Afghanistan e di progressivo trasferimento all’esercito e alla polizia afghani delle responsabilità di sicurezza del proprio Paese” ha commentato il Ministro Frattini. Dalle indagini svolte dal Ros si ritiene che la morte di Congiu non sia conseguente a indagini a lui affidate ma a motivi accidentali.

Il C-130J dell'Aeronautica che ha riportato in Italia la salma del tenente colonnello dei Carabinieri ed esperto antidroga è atterrato all'aeroporto di Ciampino poco dopo le 10. Ad accogliere l'arrivo del feretro il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il capo di stato maggiore della Difesa generale Biagio Abrate e il comandante generale dell'Arma dei carabinieri, generale Leonardo Gallitelli. I funerali dell'ufficiale dell'Arma si sono svolti il 7 giugno 2011, alle 17, a Pontecorvo, paese in provincia di Frosinone dove abita la famiglia di Congiu. 

04.giu.2011
caporal maggiore scelto, ora caporal maggiore capo scelto TUCCILLO Gaetano Esercito, Battaglione Logistico “Ariete”, Maniago (PN), anni 29, originario di Palma Campania (NA) Conducente di Autocarro pesante APS, è rimasto ucciso in un attentato nei pressi del villaggio di Caghaz, a 16 chilometri a ovest di Bakwa (a est del distretto di Farah), dove “un mezzo italiano è rimasto coinvolto dall'esplosione di un ordigno posto lungo la strada. Nell'esplosione è rimasto ucciso un militare italiano e un altro, il caporal magg. Aniello Cerqua, di Somma vesuviana (NA), appartenente al 186° Rgt. Par.“Folgore” di Siena è rimasto ferito a una gamba, ma non in pericolo di vita”. Il mezzo è saltato su uno Ied, uno di quei micidiali ordigni esplosivi improvvisati che mietono vittime in Afghanistan, soprattutto tra i civili.

La salma del C.M.S. Gaetano Tuccillo era giunta all'aeroporto di Ciampino a Roma il 4 luglio 2011 alle undici a bordo di un C130 dell’Aeronautica Militare. Ad accogliere le spoglie del militare c'erano il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, con il ministro della Difesa Ignazio La Russa e dai familiari, tra cui la giovane moglie di origine olandese. Oltre alla rappresentanza del governo, erano presenti anche il presidente della Corte Costituzionale, Alfonso Quaranta, e per le forze armate, tra gli altri, il capo di stato maggiore della Difesa Biagio Abrate e il capo di stato maggiore dell'Esercito, generale di Corpo d'Armata Giuseppe Valotto. Ha reso gli onori, un Picchetto in Armi Interforze. Poi la Salma è proseguita, scortata dai Carabinieri motociclisti, verso l’Ospedale Militare del Celio in Roma, per l’autopsia e dove, nel pomeriggio è stata allestita la Camera Ardente.  Il 5 mattina, alle 11.30, in una chiesa gremita di cittadini, militari di tutte le Forze Armate e di Autorità civili, militari e religiose, si sono svolte le esequie solenni del Caporal Maggiore Scelto Gaetano Tuccillo, caduto al rientro di un’attività di ricognizione congiunta con l’Esercito afgano nei pressi di Bakwa, in Afghanistan. La cerimonia si è svolta nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, alla presenza dei familiari, tra cui la giovane moglie Evelyn, di origine olandese, del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dei Vertici delle Istituzioni che si sono stretti al feretro, avvolto nel Tricolore, per l'ultimo saluto. “Gaetano era un giovane solare, innamorato della vita e del suo lavoro - ha detto Mons. Vincenzo Pelvi, Arcivescovo Ordinario Militare per l'Italia, nel corso dell'omelia – e faceva parte di quella lunga schiera di persone che partono perché vogliono proteggere la patria e il bene comune”.Le esequie solenni si sono concluse con le note del silenzio. Il feretro, portato a spalla dai commilitoni del battaglione logistico “Ariete” di Maniago, è stato accolto da un lungo, commosso, applauso della folla in attesa all'uscita della Basilica e salutato con gli 'Onori ai Caduti' dal picchetto d'onore interforze schierato sul piazzale, e l'applauso della numerosa folla commossa. Prima di essere caricata sul carro funebre, la bara ha ricevuto la benedizione e il bacio di monsignor Pelvi. I familiari dopo avere baciato a loro volta la bara, sono stati salutati ancora una volta dal Presidente Napolitano. La Salma del C.M.S. Gaetano Tuccillo è quindi partita, sempre scortata dai Carabinieri motociclisti, alla volta della sua terra, la Campania, per i funerali in forma privata nel pomeriggio dello stesso giorno nella cattedrale di Nola.

 

02.lug.2011
1° caporal maggiore, ora primo caporal maggiore MARCHINI Roberto Esercito, 8° Reggimento Genio Guastatori Paracdutisti “Folgore”, Legnago (VR), anni 28, originario di Caprarola (VT). Deceduto in seguito all'esplosione di un ordigno che ha investito il militare, all’ultimo giorno di missione, era appena sceso dal mezzo, iniziando la bonifica. Il tragico fatto è avvenuto a Bakwa, Afganistan, nella parte meridionale del settore ovest, tutto a comando italiano. L’artificiere aveva proprio il compito di bonificare dai micidiali 'Ied', gli ordigni esplosivi improvvisati, le strade percorse dai convogli. La salma del primo caporal maggiore Roberto Marchini, ucciso martedì scorso nell'esplosione di un ordigno in Afghanistan, è giunta a Roma all'aeroporto militare di Ciampino alle 10.17 a bordo di un C130 dell'aeronautica militare il 14 luglio. Una folla commossa ha dato l'ultimo saluto a Roma, nella basilica di Santa Maria degli Angeli, al caporal maggiore scelto Roberto Marchini, Il feretro, rientrato in mattinata a Ciampino con un C130 dell'aeronautica militare, è stato accolto dalla famiglia, dall'ottavo reggimento Genio Folgore e dalle alte cariche dell'esercito e dello Stato. Poi, nel pomeriggio, prima dei funerali solenni, la camera ardente all'ospedale militare del Celio. Le esequie si sono svolte nella basilica di Santa Maria degli Angeli. La bara, dopo gli onori militari, è stata portata all'interno della basilica da sei commilitoni e sistemata davanti all'altare. Sopra, una foto con la faccia sorridente del giovane parà dell'8° reggimento Genio guastatori di Legnago, che avrebbe compiuto 29 anni tra qualche giorno. Su un cuscino, le decorazioni e il basco amaranto. Presenti in chiesa, tra gli altri, il presidente del Senato Renato Schifani, quello della Camera Gianfranco Fini, il ministro della Difesa La Russa, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Presente anche l’on. Gianfranco Paglia, Maggiore dell’Esercito, decorato di M.O.V.M., nella sua carrozzina a rotelle, essendo paralizzato agli arti inferiori.

"Non possiamo praticare una politica basata sull'interesse a breve termine, solo una motivazione di carattere etico, cioè la consapevolezza di appartenere all'umanità in quanto tale, può consolidare l'interesse a lungo termine dell'umanità che richiede l'elaborazione di un'economia mondiale dei bisogni". Così monsignor Vincenzo Pelvi, ordinario militare, si è rivolto alla chiesa durante l'omelia. Poi il ricordo del caporal maggiore scelto: "Roberto desiderava seminare nel mondo un pò più di amore, prendeva perciò sempre posizione a favore di chi era oppresso, costretto a vivere nell'ingiustizia. Aveva scelto la professione militare per dedicarsi ai più deboli, a coloro che non hanno nessun valore agli occhi del mondo, coloro che non valgono niente, che non sono niente o, molto semplicemente, coloro che agli occhi degli altri non esistono più". E rivolgendosi alla mamma Pina, Pelvi ha concluso: "Il domani porti semi di bene, anche tra le macerie della guerra".

Al termine della funzione il un Sottufficiale ha letto la ", seguita dal Silenzio suonato da un Trombettiere dell'8° Rgt. Genio Guastatori "Folgore". Successivamente la salma, dopo avere ricevuto gli Onori Militari da un Reparto Interforze, è proseguita, sempre sotto scorta, per Caprarola, in provincia di Viterbo, dove il 15 luglio sono stati celebrati i Funerali privati.

 

12.lug.2011
1° caporal maggiore TOBINI David Esercito, 183° Reggimento “Nembo”, di Pistoia, Brigata Paracadutisti “Folgore”, anni 28, originario di Roma, ma residente ad Anguillara Sabazia (RM).

Caduto in combattimento durante uno scontro a fuoco mentre stava partecipando a una attività congiunta tra militari italiani e forze afghane nella valle nella valle di Bala Burghab, nella provincia di Badghis, mentre altri due commilitoni sono stati feriti, lo ha  precisato un comunicato dello Stato maggiore della Difesa, Si tratta di Simone D'Orazio, nato a Isernia nel 1982, ferito al torace. In un secondo attacco è rimasto ferito Francesco Arena, nato a Vibo Valentia nel 1979, colpito all'arto superiore destro ma non è in condizioni gravi.

La Salma è giunta a bordo di un C130 dell’Aeronautica Militare all’aeroporto militare di Ciampino alle 10.00 del 27 luglio. Ad attenderla a mamma Annarita, basco amaranto d'ordinanza del figlio sulla testa, il papà Stefano e il fratello minore Giorgio, insieme con altri parenti. Il feretro, avvolto nel tricolore, è stato fatto scendere dal C130 portato a spalla da commilitoni del 183° reggimento “Nembo” di Pistoia. Pochi istanti dopo, la benedizione da parte dell'Ordinario militare, arcivescovo Vincenzo Pelvi, e l'omaggio del Ministro La Russa che ha sostato in silenzio davanti alla bara. Subito dopo, il Silenzio e gli onori militari del picchetto d'onore del “Nembo” e da un plotone Interforze.  Poco prima la mamma di David, si era avvicinata alla bara con l'arcivescovo Pelvi e l'aveva accarezzata e baciata a lungo. Quindi, il carro funebre ha lasciato lo scalo di Ciampino, intorno alle 10.20. diretto all'Istituto di Medicina Legale per gli esami autoptici. Nel pomeriggio è stata aperta al Celio a Roma la camera ardente. A rendere omaggio i familiari, gli amici e i commilitoni, ma anche tanta gente che ha voluto salutare per l'ultima volta il militare caduto in Afghanistan. Era presente anche il caporal maggiore capo Francesco Arena, rimasto ferito nello scontro a fuoco nel quale ha perso la vita Tobini. Il soldato ferito al braccio ha salutato commosso i genitori della vittima.  I funerali Solenni si sono tenuti nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in Roma il 27 luglio, alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, del Senato, Renato Schifani, e della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini. Tra le altre autorità anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che aveva indetto una giornata di lutto comunale, il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta.  “Meditava ogni sera una pagina della Bibbia, che aveva portato con sé in Afghanistan, David Tobini”. A rivelarlo, nel corso dell’omelia, è stato l’arcivescovo ordinario militare per l’Italia  mons. Vincenzo Pelvi, per il quale “David aveva trovato il tesoro nascosto, la perla preziosa per cui vale la pena rinunciare a tutto: l’amore”. “Nella professione militare – ha detto l’arcivescovo - aveva scelto di mettersi alla scuola dei piccoli, dei malati, degli emarginati. Amava ripetere quell’espressione della preghiera della Folgore: ‘la mia giovane vita è tua, Signore!’. Non aveva paura di porsi le domande sull’esistenza. Non gli bastavano risposte parziali, certamente più facili e comode, che possono dare qualche momento di felicità, ma che non portano alla vera gioia”. “Caro David – ha aggiunto Pelvi - ti diciamo grazie per aver reso tutti più capaci di sperare e collaborare alla realizzazione di una sola famiglia umana. La pace rischia talvolta di essere considerata solo come frutto di accordi tra governi, di contatti diplomatici, di scambi economici e tecnologici, di incontri culturali. Ma perché tali sforzi possano produrre effetti duraturi, è necessario che si appoggino su valori radicati nell’amore alla vita”. Rivolgendosi ai presenti, tra i quali le massime cariche dello Stato, Al termine il feretro è stato portato a spalla dai commilitoni sul sagrato della Basilica, dove ha ricevuto gli Onori Militari da un Picchetto Interforze. La Salma ha poi proseguito, scortata da Carabinieri motociclisti per il luogo d’origine, Anguillara Sabazia (RM), dove il giorno dopo sono stati celebrati i Funerali privati del nostro Ragazzo Caduto.

 
25 lug.2011

 

 

 

 

 

 

 

Tenente, ora Capitano

BUCCI Riccardo

 

 

 

caporal maggiore scelto, ora caporal maggiore

capo scelto

FRASCA Mario

 

 

 

caporal maggiore, ora caporal maggiore capo  

DI LEGGE Massimo

 

 

 

Esercito, Reggimento Lagunari “Serenissima”, Venezia, anni 34, originario di Milano

 

 

 

Esercito, Comando Forze Operative Terrestri (COMFOTER), Verona, anni 32, originario di Foggia

 

 

 

 

Esercito, Raggruppamento Logistico Centrale, Roma, anni 28, originario di Aprilia (LT)

Elementi di un’unità affiancata all'esercito afghano, sono deceduti a seguito di “un mero incidente stradale su una via molto trafficata”, avvenuto a Herat, Afghanistan, a bordo di un Lince, mentre stavano muovendo verso il comando italiano in Afghanistan, in missione di collegamento, con il compito andare semplicemente da un capo all'altro per comunicare informazioni logistiche-amministrative. Il C130 dell’Aeronautica militare con bordo i feretri dei tre soldati italiani morti il 23 scorso in Afghanistan in un incidente stradale è atterrato la mattina del 25 all’aeroporto di Pratica di Mare (Roma). Ad accogliere le salme le più alte autorità militari, tra cui il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate ed il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Giuseppe Valotto. Presente anche l’ordinario militare, monsignor Pelvi, che ha impartito la benedizione alle vittime. Poi le salme sono state trasportate all’istituto di Medicina legale per gli accertamenti autoptici nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla procura di Roma, come sempre avviene in questi casi. Poi, i feretri hanno proseguito i luoghi di residenza delle famiglie delle vittime, dove il 26 si sono svolti i funerali solenni: a Sanbruson di Dolo (Venezia) per Bucci; ad Aprilia (Latina) per Di Legge; a Orta Nova (Foggia) per Frasca.
CENTINAIA di persone, vertici dell'Esercito, delle istituzioni e tanti semplici cittadini, hanno dato stamane l'addio a Sambruson di Dolo (VE) al Tenente Riccardo Bucci. La piccola chiesa di Sambruson, dove Bucci, originario di Milano. Profonda commozione, con la folla in silenzio, all'entrata in chiesa della bara avvolta nel tricolore, portata a spalla da sei soldati del reggimento «Serenissima». Dietro al feretro, un militare reggeva un cuscino con le decorazioni e la sciabola dello sfortunato ufficiale. Con i familiari di Sbucci la moglie Roberta, la sorella Barbara e la piccola figlia di 13 mesi e i genitori, Clara e Antonio, giunti ieri da Milano, hanno preso parte ai funerali il comandante del Primo Fod di Vittorio Veneto, il generale Roberto Bernardini dei Lagunari, il colonnello Giovan Battista D'Alessio, il prefetto di Venezia, Luciana Lamorgese, e per la regione l'assessore Daniele Stival.
SONO migliaia i cittadini di Orta Nova che, dal pomeriggio del 25, hanno voluto dare l’estremo salutare e rendere onore al caporalmaggiore scelto Mario Frasca. La camera ardente, allestita nell’Aula consiliare di Palazzo di Città, rimarrà allestita fino a quando la salma non sarà trasferita nella Chiesa Madre per la celebrazione dei funerali solenni, in programma alle sedici del 26.09.2011. Oltre alle autorità militari, sono attesi, tra gli altri, la senatrice segretario del Senato Colomba Mongiello, i deputati Antonio Pepe, presidente della Provincia di Foggia, e Michele Bordo, l’assessore regionale Elena Gentile, il Sindaco del capoluogo Gianni Mongelli e i primi cittadini di Cerignola, Carapelle, Ordona, Stornara e Stornarella.
L’ULTIMO saluto alla salma del Caporalmaggiore Massimo Di Legge, il militare di Aprilia. Il funerale si è svolto nella chiesa arcipretale di San Michele Arcangelo e Santa Maria Goretti. Alla funzione religiosa hanno presenziato autorità civili del Comune di Aprilia, ove il Sindaco aveva proclamato il lutto cittadino, della Provincia di Latina e della Regione Lazio, il Prefetto e il Questore di Latina, le autorità militari tutte e le associazioni di protezione civile, combattentistiche e d’Arma, e gli abitanti, increduli di fronte alla sorte del loro giovane concittadino. Nella sofferenza generale di fronte alla salma del militare, la commozione di molti che lo conoscevano e ne apprezzavano la sensibilità e il coraggio, come citava lo striscione appeso sul balcone della famiglia Di Legge: “Da oggi nel cielo brilla una nuova stella“.
23.sett. 2011

Ten. Col. GALLO Giovanni

 

Esercito, 152° Rgt. Ftr. "Sassari", Brig. mecc. "Sassari", anni 47, originario di Alghero (SS) Deceduto per un malore mentre assolveva al suo dovere nella missione di pace del contingente italiano a Farah (Afghanistan). La salma dell'Ufficiale era giunta il pomeriggio del 16 alle 16.30 ad Alghero (SS), con un C27J del 46° Stormo dell'Aeronautica militare di Pisa proveniente da Ciampino (RM).  Ad accompagnare il feretro, dopo l'autopsia eseguita in mattinata al 'Celio' di Roma, la moglie Anna Laura, il figlio Fabio ed una sorella dell'ufficiale, insieme ad altri due colleghi della Brigata 'Sassari', di cui era effettivo, e il cappellano militare della 'Sassari' don Giammario Piga, che lo ha accompagnato in Italia dall'Afghanistan. Ad accogliere la bara dell'ufficiale, avvolta nel tricolore, insieme ai genitori e a tanti parenti di Giovanni Gallo, c'erano il prefetto di Sassari Salvatore Mulas, il generale Claudio Tozzi, comandante del Comando Militare Autonomo della Sardegna, il comandante del distaccamento Brigata Sassari colonnello Maurizio Sulig, il cappellano militare Don Gian Mario Piga e un picchetto d'onore del 152/o reggimento, insieme ai rappresentanti di tutte le forze di polizia del territorio. In rappresentanza della Regione Sardegna erano presenti il vicepresidente del Consiglio regionale Mario Bruno e l'assessore della Pubblica Istruzione Sergio Milia. Dalle 18.30 sarà allestita la camera ardente presso la Casa Comunale di Sant'Anna in via Columbano. I funerali sono stati celebrati il 17 gennaio 2012, alle 15.00, ad Alghero nella Cattedrale di Santa Maria i funerali solenni presieduti dal Vescovo della Diocesi Monsignor Morfino. La stessa cattedrale, nel 2010 aveva accolto la salma di del Caporal Maggiore Scelto, GianMarco Manca altro militare algherese scomparso in missione ma in quel caso per attentato. 13.gen.2012
caporal maggiore capo CURRO’ Francesco

 

primo caporal maggiore MESSINEO Francesco Paolo

 

 primo caporal maggiore VALENTE Luca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esercito, 66° Tgt. Ftr. “Trieste” di Forlì, nato il 27 febbraio 1979 a Messina.

 

Esercito, 66° Tgt. Ftr. “Trieste” di Forlì, nato il 23 maggio 1983 a Palermo.

 

Esercito, 66° Tgt. Ftr. “Trieste” di Forlì, nato l'8 gennaio 1984 a Gagliano del Capo (Lecce)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Morti in un incidente stradale nei pressi di Shindand, in Afghanistan. L'incidente – ha precisato una nota del Regional Comad West Afghanistan -, è avvenuto stamani a circa 20 chilometri a sud-ovest di Shindand: il VTLM Lince del contingente italiano era impegnato a recuperare una unità bloccata dalle condizioni meteo particolarmente avverse, quando nell'attraversare un corso d'acqua si è ribaltato intrappolando al suo interno tre dei militari dell'equipaggio, successivamente deceduti. I militari appartengono al 66esimo Reggimento fanteria Trieste che ha sede a Forlì. Il 66esim0 Reggimento, inquadrato nella brigata aeromobile Friuli di Bologna, è quasi interamente schierato nell'ovest del Paese, nella zona di Shindand. Secondo quanto si è appreso da fonti, inoltre, nell'incidente sarebbe rimasto ferito un altro militare, trasferito in ospedale. Al momento sono in corso le operazioni di evacuazione: il militare ferito è già stato trasferito in un ospedale da campo. Non è ancora chiaro se le sue condizioni siano gravi. Il C130 dell’Aeronautica Militare con le Salme è atterrato presso l’aeroporto di Roma Ciampino la mattina del 22 febbraio. Ad accoglierle il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Biagio Abrate, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Claudio Graziano, e l’Ordinario Militare, Monsignor Vincenzo Pelvi. All'arrivo gli onori sono stati resi da una rappresentanza in armi dell'Esercito. Il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola ha reso omaggio a Ciampino, all’aeroporto militare ai corpi dei militari caduti e ha incontrato le famiglie, accompagnato dal capo di stato maggiore, Graziano. Hanno reso gli onori i Granatieri di Sardegna, con una rappresentanza militare sul posto. Sui corpi dei soldati è stata effettuata l’autopsia, come previsto dalle procedure in caso di decesso nei luoghi delle missioni militari.

I feretri per la celebrazione delle esequie, alla presenza di autorità militari e politiche, saranno trasportati nei rispettivi luoghi d’origine dei soldati. Al Duomo di Messina sarà reso l’estremo saluto a Francesco Currò, alla chiesa Madre in piazza Duomo a Termini Imerese sarà celebrato il funerale di Francesco Paolo Messineo e nella chiesa matrice di San Vincenzo di Miggiano, ci sarà quello di Luca Valente.

 

20. feb. 2012
Ing.  LAMOLINARA Franco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Civile, anni 48, di Gattinara, in provincia di Vercelli, dipendente della Stabilini Visinoni Limited, dove lavorava da 11 anni..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Uccisi durante un blitz condotto in Nigeria da un commando delle unità speciali dell’esercito britannico (Sbs) insieme alle forze nigeriane nel tentativo di liberarlo dal gruppo islamico che li aveva rapiti il 12 maggio 2011. Il luogo della prigionia non dista molto da Birnin Kebbi, capitale dello Stato di Kebbi, nell’estremo nord-ovest della Nigeria, vicino al confine del Niger. Lamolinara - 48 anni di Gattinara, in provincia di Vercelli, da 11 anni in Nigeria - e McManus furono colti di sorpresa da uomini armati che avevano fatto irruzione nella loro abitazione ferendo un tecnico nigeriano. Un altro ingegnere tedesco riuscì a scampare al sequestro scavalcando una rete metallica. Dei due rapiti - entrambi dipendenti della Stabilini Visinoni Limeted - si ebbe notizia per la prima volta nell’agosto scorso quando i sequestratori inviarono un video all’ufficio della France Presse ad Abidjan. Nel filmato, lungo circa un minuto, non c’erano riferimenti alla data in cui era stato girato. I due, inginocchiati e con gli occhi bendati - circondati da uomini armati - a turno chiedono ai rispettivi governi di rispondere alle rivendicazioni dei rapitori che si presentano come membri di Al Qaeda. Il tentativo, tragicamente fallito, è avvenuto senza che l’Italia ne fosse al corrente e Roma ha chiesto spiegazioni dettagliate sulla dinamica del blitz. A dare il là all’operazione militare sono state le autorità nigeriane con il forte sostegno e l’appoggio militare di Downing Street sull’onda di un’accelerazione imprevista degli eventi nelle ultime ore e nel timore di un imminente pericolo di vita per i due ingegneri da maggio scorso nelle mani di frange estremiste di ispirazione islamica. Un raid avvenuto all’insaputa delle autorità italiane che sono state informate solo a cose fatte, come puntualizza una nota di Palazzo Chigi, e sul quale il premier Mario Monti ha chiesto al presidente nigeriano di avere al più presto una ricostruzione dettagliata delle circostanze che hanno portato all’uccisione degli ostaggi. La salma dell’ing. Lamolinara è giunta all’aeroporto di Ciampino con un volo dell’Aeronautica Militare il 10 marzo alle ore 14.00. Ad attendere la salma c’era il ministro della Difesa Amm. Paolo Di Paola, che prima dell'atterraggio ha incontrato, nella sala di rappresentanza del 31/o Stormo, i familiari dell'ingegnere. La salma di Franco Lamolinara era arrivata nella notte tera sabato e domenica a Gattinara (VC), intorno alle 2,15, con una macchina di Stato. E’stata subito portata in Municipio, nella sala del consiglio comunale dove è stata allestita la camera ardente, aperta dalle 10. Per tutta la notte la salma è stata vegliata dagli amici più cari. Nel pomeriggio di domenica 11 è arrivato a Gattinara anche il presidente del Consiglio, prof. Mario Monti che ha reso omaggio alla bara, intrattenendosi anche con i familiari del nostro sfortunato connazionale. I funerali sono stati celebrati lunedì 12 marzo alla presenza del ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata e di numerose altre Autorità della Regione Piemonte, della Provincia di Vercelli e del Comune di Gattinara,e da tutto il paese di Gattinara (VC).

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Nella stessa circostanza ha perso la vita anche l’ingegnere inglese Christopher McManus, a suo tempo rapito assieme al nostro connazionale, ing. Franco Lamolinara, di cui era collega di lavoro.

 
08.mar.2012
Sergente (ora Sergente Maggiore)  SILVESTRI Michele

 

Esercito, 21° Rgt. Genio gu. Caserta, anni 33, da Monte di Procida (NA) Caduto in combattimento in un attacco talebano in una base presidiata dai bersaglieri della Garibaldi, nel sud-est dell'Afghanistan. L'attentato è avvenuto con colpi di mortaio alle 18 circa (le 14:30 in Italia) contro la Fob (Forward operative base) 'Ice' in Gulistan, nell'area di responsabilità italiana, assegnata alla Task Force South-East. I cinque feriti sono in condizioni critiche. Tra questi, il più grave è una soldatessa, una volontaria di truppa. Nella mattinata di lunedì 26 un profondo clima di commozione all'aeroporto di Ciampino ha accolto la salma del sergente Silvestri. Il feretro, avvolto nel Tricolore, è stato fatto scendere intorno alle 11 dal C130 portato a braccia da sei commilitoni del 21esimo Genio guastatori di Caserta. Il silenzio è stato rotto solo dal pianto straziante della mamma, della moglie e degli altri familiari del militare ucciso sabato in Afghanistan. «Era un ragazzo molto motivato, in gambissima e in qualità di Comandante di squadra benvoluto dai suoi commilitoni»: è il ricordo, all'aeroporto militare di Ciampino, del Maggiore Gavino Crispo del 21° Rgt. Genio Guastatori di Caserta, al quale apparteneva il sergente Michele Silvestri.  “Lui - aggiunge - si mostrava sempre assai disponibile. Era molto esperto: aveva iniziato la carriera nel 1997 e al 21° Genio Guastatori era arrivato nel 2009. Ma era la settima missione all'estero, la terza in Afghanistan”. In una chiesa gremita di cittadini, militari di tutte le Forze Armate e di Autorità civili, militari e religiose, si sono svolte le esequie solenni. La cerimonia si è svolta nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dei Vertici delle Istituzioni che si sono stretti al feretro, avvolto nel Tricolore, per l'ultimo saluto. “Michele si sentiva militare nel cuore e aiutava la povera gente - ha detto Mons. Vincenzo Pelvi, Arcivescovo Ordinario Militare per l'Italia, nel corso dell'omelia –convinto che la pace si costruisce persino con un pezzo di pane e una scuola che riapre''. Le esequie solenni si sono concluse con le note del silenzio. Il feretro, portato a spalla dai commilitoni del 21° reggimento genio guastatori di Caserta, è stato accolto da un lungo, commosso, applauso della folla in attesa all'uscita della Basilica e salutato con gli 'Onori ai Caduti' dal picchetto d'onore interforze schierato sul piazzale.
Successivamente, il 27 mattina centinaia di persone hanno reso omaggio alla camera ardente allestita nella chiesa della Madonna del Buon Consiglio, a Monte di Procida. A vegliare il feretro, sin dalle prime ore della giornata di oggi, il papà, la mamma, la moglie, il fratello e la sorella. Ma sono le intere comunità di Monte di Procida e di Bacoli che hanno voluto esprimere il loro cordoglio alla famiglia. Il rito funebre ha avuto luogo alle 10.30, presieduto dal vescovo di Pozzuoli, Mons. Gennaro Pascarella. A Monte di Procida, come a Bacoli, è stato proclamato un giorno di lutto cittadino.
24 mar.2012
C.re Scelto (ora Appuntato) BRAJ Manuele Carabinieri, 13° Reggimento. "Friuli-Venezia Giulia”, anni 30, originario di Collepasso (LE) Caduto in un campo di addestramento della polizia afghana, ad Adraskan, a ovest di Kabul) mentre si trovava in prossimità di una garitta di osservazione installata a ridosso della linea di tiro del poligono. L'esplosione ha coinvolto quattro militari dell'Arma appartenenti al PSTT (Police Speciality Training Team), uno speciale nucleo addestrativo della polizia afghana. Feriti alle gambe invece il maresciallo capo Dario Cristinelli, 37 anni, di Lovere (BG) e il carabiniere scelto Emilano Asta, 29, di Alcamo (TP). Illeso un quarto militare. Braj era alla sua quinta missione di pace all'estero ed era in Afghanistan dal 7 maggio scorso, ma in passato era stato anche in Albania, per due volte in Bosnia-Erzegovina e una volta in Iraq. Lascia la moglie, 28enne, e il figlio di otto mesi. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa la notizia, ha espresso i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari del carabiniere Braj, rendendosi interprete del profondo cordoglio del Paese. " Cordoglio è stato espresso anche dal presidente del consiglio Mario Monti: "Il nostro paese - ha aggiunto - sta facendo uno sforzo molto grande in Afghanistan a sostegno della stabilità e della sicurezza contro il terrorismo internazionale". "Manuele - ha affermato il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola - è stato colpito in modo vigliacco. Stava addestrando le truppe afgane contro il terrorismo. Questo era il suo lavoro, la sua missione: permettere a quel Paese di difendersi da solo. E il terrorismo lo ha ucciso". Il presidente della Repubblica, Napolitano ha incontrato i familiari nella camera ardente allestita nell'Ospedale Militare del Celio dov’era stata allestita la camera ardente dopo il rientro della salma il 27 giugno. I funerali sono stati celebrati nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri in serata, officiati dall'Ordinario Militare per l'Italia, Monsignor Pelvi, che nell'omelia, ha detto: "Era lì per servire i più deboli. Manuele Braj era un ragazzo animato non dall'egoismo, dalla sete di potere, ma dal desiderio di aiutare e dalla fede di servire i più deboli. Bisogna - ha proseguito - continuare a costruire la pace anche quando un razzo uccide un innocente che era lì proprio per addestrare gli afghani a difendersi". In prima fila, anche il figlio di Braj, il piccolo Manuel, di soli otto mesi, in braccio alla madre Federica che stringe tra le mani un'immagine del marito ucciso. La salma del carabiniere è arrivata nella notte del 27 nell'aeroporto militare di Galatina con un volo militare proveniente da Ciampino. Nell'aeroporto di Galatina al feretro di Braj sono stati resi gli onori militari. Il feretro è stato poi portato a Collepasso, il paese natale di Braj, dove il 28 giugno, alle 17, nella parrocchia di Cristo Re dell'Universo, si sono svolti i funerali privati del carabiniere, celebrati dall'arcivescovo di Otranto, monsignor Donato Negro, insieme al parroco, don Oronzo Orlando. Con i familiari era arrivato a Galatina, proveniente anch'egli da Roma, il sindaco di Collepasso, Paolo Menozzi, che dal giorno dell'attentato era stato particolarmente vicino ai familiari di Braj. Proprio Menozzi ha riferito che i parenti del carabiniere avevano deciso di fare svolgere le esequie in forma strettamente privata, dando disposizioni che fosse vietato l'accesso in chiesa alle telecamere. Nella serata, nel paese natale di Braj, si era svolta una veglia di preghiera in memoria del carabiniere ucciso. 25 giu.2012
Sergente CANNIZZO Salvo Marina Militare, Reggimento “San Marco”, anni 36, originario di Catania. Il  Sottufficiale, di origine catanese, con una lunga esperienza sul fronte del Kosovo (ex Jugoslavia), è morto ucciso da un cancro al cervello. Il sergente, 36 anni, padre di tre bimbe, si era ammalato nel 2006, come altri cinque componenti della sua squadra, uno di quali già deceduto, e da tempo era costretto su una sedia a rotelle. Congedato nel 2011, dopo quattro missioni dal 1999 al 2001, percepiva, dopo una carriera di diciassette anni, una pensione di 769 euro al mese.
Il sergente Cannizzo si riteneva vittima dell'uranio impoverito "assorbito" in Kosovo. A un certo punto aveva deciso di non sottoporsi più a chemioterapia e in un'occasione aveva deciso di incatenarsi: «Non posso scegliere come vivere, però posso scegliere come morire», spiegò. «A Pavia, dopo l'intervento a Milano, mi hanno dato sei mesi di vita, ma curandomi ho alcune possibilità di arrivare a tre anni. Ma chi ha i soldi per sostenere le chemio in Lombardia?». I funerali sono stati celebrati il 18 settembre 2012 alle 16.00, dal cappellano militare, don Alfio Spampinato, nella chiesa di San Leone a Catania.
17 set.2012
C.le Magg. CHIEROTTI Tiziano Esercito, 2° Reggimento Alpini, Cuneo, Brigata Alpina “Taurinense”, Torino, anni 24, originario di Taggia (SR).

 

Deceduto a seguito delle ferite riportate in uno scontro a fuoco avvenuto nel distretto di Bakwa, a sud di Herat, in Afganistan, nel corso di un’operazione congiunta della Task Force South East. Al momento dell'attacco da parte di un gruppo di insorti, gli alpini stavano pattugliando il villaggio di Siav, che si trova a circa 20 chilometri a ovest della base operativa avanzata 'Lavaredo' di Bakwa, dove ha base la Task Force South East, costituita dal secondo reggimento alpini. Nell’agguato sono rimasti feriti altre tre Alpini, che non sono in pericolo di vita. La Salma è arrivata all’Aeroporto di Ciampino alle ore 10.00 del 28 ottobre 2012. Il C130 dell'Aeronautica militare che ha trasportato la bara del giovane alpino è atterrato all'aeroporto di Ciampino intorno alle 10 accolto dagli onori militari e dalla benedizione del cappellano militare. La bara di Chierotti, avvolta nel tricolore, è stata fatta scendere dall'aereo a spalla sostenuta dai commilitoni del 2° Reggimento alpini di Cuneo. Ad aspettare il feretro del ventiquattrenne ligure sulla pista dello scalo romano molti suoi familiari, tra cui il papà Piero, la sorella Sally, il fratello Daniele e anche la fidanzata Eleonora, mentre non se l'è sentita di assistere alla cerimonia la madre Gianna.
I Funerali solenni sono stati celebrati dall’Ordinario Militare per l’Italia, Mons. Vincenzo Pelvi, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri in Roma. In una chiesa affollata di cittadini, militari di tutte le Forze Armate e Autorità civili, militari e religiose, si sono svolti i funerali solenni. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è stato l’ultimo fra le autorità a fare ingresso nella basilica, accompagnato dal ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola. Poco prima è arrivato il presidente del Consiglio, Mario Monti. Sono presenti anche il ministro degli Interni Annamaria Cancellieri, degli Esteri Giulio Terzi e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.
“Tiziano è stato prigioniero della speranza – ha detto Mons. Vincenzo Pelvi, Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia, nel corso dell’omelia - che conduce a vivere l'insperato verso i deboli e i disperati. Appassionato custode della dignità umana, pronto a dare ragione di una professione dove la solidarietà viene spesso pagata con la consegna della vita. Lontano dalla Patria ha messo la sua tenda nel deserto, dove nulla è garantito e tutto è ancora da costruire''.
“Nel servire l'uomo - ha aggiunto Mons. Pelvi - non abbiamo alcun interesse da salvaguardare o da conservare. Non abbiamo potere tra i fratelli afgani della montagna e quelli della pianura, ma siamo in quella terra martoriata come a casa di un amico, di un fratello bisognoso, a cui stringere la mano fidandosi del cuore''.
Al termine delle esequie le note del canto “Signore delle cime” hanno accolto il feretro del Caporal Maggiore, all’uscita dalla Basilica, portato a spalla dai commilitoni.
La cerimonia è terminata con gli ‘Onori ai Caduti’, resi dal picchetto d'onore interforze schierato sul piazzale.
La Salma poi è proseguita per il paese di origine.
I Funerali privati sono stati celebrati ad Arma di Taggia nella parrocchia dei Santi Giuseppe e Antonio il 28 ottobre alla presenza di numerosissime penne nere delle Autorità Regionali, Provinciali e Comunali e del picchetto in Armi. Il Sindaco di Taggia, che aveva decretato il lutto cittadino, ha annunciato che sarà dedicata una via all’Alpino Caduto in Afganistan.
25 ott. 2012
Alpino MANFRIN Mario

Esercito, Reggimento Lagunari “Serenissima”, in precedenza in forza al 5° Rgt. Alpini di Vipiteno (BZ), anni 24

 

Rimasto ferito in una missione all’estero in Afghanistan è morto in caserma stroncato probabilmente da infarto. Sabato il malore a Venezia, dov’era in servizio in caserma. Il giovane alpino, originario di Omegna (VB), è deceduto nella caserma Andrea Bafile a Malcontenta di Mira (VE), sede del Reggimento Lagunari “Serenissima” dove Manfrin era stato destinato recentemente. Il giovane è crollato a terra dopo essere uscito dalla doccia. Sono stati vani tutti i tentativi di soccorso. Mario Manfrin era stato in missione in Afghanistan quando il 28 ...febbraio 2011 rimase ferito nell’esplosione che aveva colpito un blindato Lince nei pressi di Shindand, nell'ovest dell'Afghanistan, che costò la vita al tenente Massimo Ranzani. Dopo il rientro a Roma, un’operazione alla gamba e la convalescenza a Omegna era rientrato in servizio ormai da un anno per poi essere destinato ai Lagunari. Il 6 giugno 2013 la Salma, accompagnata dai familiari che in questi giorni, in attesa dell’autopsia, sono stati ospitati dal reggimento Lagunari nella caserma di Malcontenta è stata trasportata a Cireggio (VB); la mattina del 7 la salma è stata portata sotto i portici del municipio, dove alle 11.00 è stata salutata con picchetto militare dei Lagunari, e una cerimonia contenuta prima della cremazione. Successivamente le ceneri sono state trasportate al cimitero di Orta San Giulio. Il papà Luciano, mamma Wilma e i fratelli Davide e Luca hanno deciso per il solo saluto militare, come era nella volontà del giovane alpino 01-giu.2013
Cap. LA ROSA Giuseppe, promosso Maggiore Esercito, 3° Reggimento Bersaglieri, originario di Capo Teulada (CA), di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), anni 31 Caduto a seguito di un attentato avvenuto nella zona di Farah, l'area più meridionale e a rischio del settore ovest dell'Afghanistan affidato al controllo dei militari italiani. Un afghano (di venti anni, si è appreso dopo), si è avvicinato al Lince su quale viaggiavano i militari di ritorno da un'attività congiunta con i soldati afghani e ha gettato dentro una bomba a mano. L’Ufficiale, originario di Barcellona Pozzo di Gotto (ME) è deceduto sul colpo. Secondo la ricostruzione dell'accaduto fatta dal ministro della Difesa Mario Mauro, La Rosa si è «frapposto» tra l'ordigno e gli altri occupanti del Lince. «Questa giornata il nome di un eroe ce l'ha già, è quello di Giuseppe La Rosa - ha detto il ministro - è lui che si è frapposto, contenendo con il proprio corpo le schegge dell'ordigno che è esploso, tra lo stesso ordigno e gli altri occupanti dell'automezzo». La salma era arrivata all’aeroporto di Ciampino nella mattinata di lunedì 10 giugno a bordo di un C 130 dell'Aeronautica Militare. Alla cerimonia funebre aveva preso parte anche il Presidente Giorgio Napolitano. In chiesa, anche il presidente del Senato, Pietro Grasso, il presidente della Camera, Laura Boldrini, il ministro della Difesa, Mario Mauro, e il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, accompagnato dal capo della polizia, il prefetto Alessandro Pansa. La bara, portata in spalla da 6 commilitoni bersaglieri, all'ingresso nella basilica è stata omaggiata dall'esecuzione della marcia funebre di Fulvio Creux, 'In pace per la Pace', musica composta per i Caduti nelle missioni.

 
08.giu.2013
M.llo SELLONI Roberto Esercito, 152° Reggimento Fanteria “Sassari”, originario di Nuoro, anni 36 Deceduto per le ferite riportate in un incidente avvenuto il 16 mattina, alle 6, nella Repubblica Ceca, mentre raggiungeva in auto il poligono di Bechyne per partecipare all’esercitazione NATO "Ramstain Rover 2013", in corso dallo scorso 3 Settembre. Nell'incidente erano rimasti coinvolti altri due Sottufficiali italiani. Soccorsi dal personale medico del luogo, i Sottufficiali erano stati immediatamente trasportati presso l’ospedale di Tabor per le cure del caso.
I funerali si sono celebrati la mattina del 21 settembre a Nuoro nella piccola chiesa parrocchiale del Rosario, che non è riuscita a contenere le centinaia di persone che hanno voluto dare l'ultimo saluto. La bara, con sopra il cappello e la sciabola del sottufficiale, era coperta da una bandiera tricolore. "Roberto ha seguito il suo ideale, quello di essere utile agli altri - ha detto il vicario del Vescovo Monsignor Salvatore Floris, vecchio parroco di Roberto sin da bambino -. Fra un mese avrebbe dovuto sposarsi e mi aveva chiesto che fossi io a benedire il suo matrimonio". Alla cerimonia funebre hanno partecipato i vertici militari regionali, il sindaco di Nuoro, fra i primi a dare le condoglianze ai genitori, al fratello, alle sorelle e alla fidanzata Sara. "Roberto - ha detto nel saluto finale Don Asunis - era l'uomo del silenzio e dell'interiorità, e lo dimostrò anche in occasione, qualche tempo fa, della prematura morte di suo fratello Salvatore". La salma di Roberto Selloni è arrivata in città ieri sera ed è stata tumulata stamattina nel cimitero comunale a pochi passi dalla sua casa in via Ballero.
16.set.2013
Maresciallo A.s.Ups OPPIZIO Corrado Carabinieri, 2^ Brigata Mobile con sede in Livorno viale Fabbricotti 1, alle cui dipendenze operano i Reggimenti Carabinieri "Trentino - Alto Adige" e "Friuli Venezia Giulia", con sede rispettivamente a Laives (BZ) e Gorizia, nonché il 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti "Tuscania" ed il Gruppo di Intervento Speciale con sede a Livorno. Deceduto nel pomeriggio a causa di un malore. Il militare si è sentito male nel suo alloggio ed è stato prontamente soccorso dai colleghi e successivamente trasportato presso un vicino ospedale dove è morto. Il Capo di Stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, appresa la notizia, ha espresso a nome delle Forze Armate e suo personale, ''il profondo cordoglio per la scomparsa di un fedele servitore dello Stato impegnato in una missione fuori area''. I carabinieri della Missione Militare Italiana in Libia (MIL), addestrano la Polizia e le Guardie di Frontiera, la Border Guard libica. L’attività, iniziata nel novembre 2012, è svolta nei confronti di giovani che vogliono contribuire alla ricostruzione del paese, come si legge in un comunicato stampa di SMD.
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato alla signora Maria Cristina D'Amico un messaggio: "Ho appreso con profonda commozione la notizia della scomparsa di suo marito Corrado, mentre assolveva ai propri doveri nell'ambito della missione affidata al contingente italiano in Libia. In questa triste circostanza, sono affettuosamente vicino a lei e a sua figlia Ilaria e tengo a farle giungere le mie più sentite espressioni di partecipazione al vostro grande dolore”.
24.feb.2014
Primo Maresciallo SEBASTIAIS Luigi Esercito, Btg. Logistico “Ariete” Maniago (UD) Deceduto mentre prestava servizio a Shama, nella parte meridionale del Libano presso il "Combat Service Support Battalion", UNIFIL, dove è stato trovato cadavere, per suicidio o incidente durante un turno di guardia Il 18 agosto ha avuto luogo l’ultimo saluto. I familiari hanno voluto esequie non secondo il protocollo militare ma in forma privata; tantissimi sono stati a dirgli addio e a stringersi alla moglie Katia, ai due figli, ai genitori Silvana e Alfonso che abitano a Mortegliano, alle sorelle Ilenia e Maura e agli altri parenti. La liturgia ha avuto luogo alle 16 a Camino al Tagliamento, prima della sepoltura nel cimitero di Bugnins, il più vicino al paese di residenza, Straccis. Il 17 agosto alle 19.00, nella chiesa di Bugnins il parroco Riccardo Floreani ha animato la recita del rosario. È il sindaco di Camino, Andrea Locatelli, ad aver seguito passo passo le formalità del rientro in patria della salma, giunta venerdì 15 nella cella mortuaria di Codroipo proveniente da Roma. Dalle 8 di lunedì 18 agosto la camera ardente è stata a disposizione di quanti si sono recati per l’estremo saluto al sottufficiale Sebastianis e per un abbraccio ai suoi cari nella sala convegni di casa Liani nel capoluogo: il Comune l’ha messa a disposizione, d’accordo i familiari, rendendosi adatto un sito logisticamente in grado di contenere tante persone.  Il Sindaco ha anche cercato di affiancare i parenti con la maggiore discrezione possibile, rappresentando la solidarietà e la vicinanza della comunità. Un nucleo provato, chiamato a dare una risposta difficile a una figlia 19enne e a un 14enne che hanno perso il padre. Ai funerali saranno presenti il sindaco di Maniago, quartiere dell’Ariete, e di Codroipo. 12 ago.2014
       

 

Glossario

Aerom.

Aeromobile

M.O.Mer.

Medaglia d’Oro al Merito

Ale

Aviazione Leggera Esercito (ora Aves)

M.O.V.C.

Medaglia d’Oro al Valor Civile

Alp./alp

Alpini/Alpino

M.O.V.M.

Medaglia d’Oro al Valor Militare

app.to

Appuntato (Carabinieri e Guardia di Finanza)

mont.

Montatore

av.

Aviere

mot.

Motorista

Aves

Aviazione di Sostegno Esercito

MSU

Multinational Specialized Unit (Polizia Int.le)

b.

Brigata

O.A.

Osservatore Aeronautico

bers.

Bersagliere

O.M.

Ospedale Militare

Btg./btg.

Battaglione

O.M.I.

Ordine Militare d’Italia

c.le

Caporale

ONU

Organizzazione Nazioni Unite

car.

Carabiniere

par.

Paracadutista

Cap.

Capitano

P.E.

Pilota Elicottero

CIMIC

Civil Military Co-operation

Pil./pil.

Pilota

CO.F.S.

Comando Forze Speciali Interarma

P.O.

Pilota Osservatore

C.d.G.V.M.

Croce di Guerra al Valor Militare

PRT

Provincial Reconstruction Team (Afganistan)

C. d’on.O.

Croce d’onore Oro

Rrale

Raggruppam. Riparaz. Aviazione Leggera

C.R.I

Croce Rossa Italiana

rgpt.

Raggruppamento

EAU

Emirati Arabi Uniti

Rgt./rgt.

Reggimento

EMB/e.m.b.

Elettromeccanico di Bordo

Ris

Reparto Investigazioni Scientifiche (CC)

gr.

Gruppo

S.A.R.

Search and Rescue (Elicottero HH-3F)

ISAF

International Security Assistance Force

Serg.

Sergente

lanc.

Lanciere

Sgt.

Sergeant (Sergente)

KFOR

Kosovo Force, Forza del Kosovo (Italfor)

SISMI

Servizio Informazioni Sicurezza Militare

mar.

Marinaio (Marina Militare)

Smi

Slow Mover Interceptor (Elicottero HH-3F)

Mar. 1. cl.

Maresciallo di 1.a Classe (AM)

Sqd./sqd.

Squadrone/Squadroni

Mar. 3 cl.

Maresciallo di 3.a Classe (AM)

so.

Sostegno

marcon.

Marconista

TMA

Tecnico Meccanico Aeromobili

M.A.V.Es.

Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito

tra.

Trasporti

M.B.V.M.

Medaglia di Bronzo al Valor Militare

UN

United Nations (Nazioni Unite)

  per gli anni precedenti cliccare sui seguenti tasti:

Anni '50 Anni '60 Anni '70/80 Anni '90 a. 2000-2005 a.i 2006-2010

NOTA: maggiori dettagli si possono ottenere visitando il gruppo di Facebook: “Elenco Militari Caduti nel Mondo ‘Pro Humanitate’ (1950-2011)”, all'indirizzo:  http://www.facebook.com/home.php#!/group.php?gid=106752081306&ref=ts

e-mail: fortunato.galtieri@alice.it     http://www.fortunatogaltieri.it   Skype: fortunato.galtieri

 

(Ringrazio coloro che volessero segnalarmi eventuali discrepanze e/o inviarmi informazioni utili al riguardo)

Il Silenzio d'ordinanza - file formato .mp3 - 1.43 MB
Il Silenzio (fuori ordinanza) - file formato .mp3 - 3.2 MB


"Eravamo in diciannove", dedicata ai Caduti di Nassiriya


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