Onore ai Militari Italiani Caduti in missioni di Peacekeeping nel Mondo

(dal 1950 al 2012)

 

Dal secondo dopoguerra ad oggi migliaia di Italiani hanno varcato i nostri confini per portare aiuti, pace e libertà ad altre popolazioni deboli e indifese. Questi uomini e donne, indossando una uniforme oppure no, hanno mostrato il meglio del nostro Paese.

Ricordandoli qui intendo onorare questi Uomini e Donne che hanno sacrificato la propria vita ai più Sacri valori dell’Amor di Patria e dell’Onore Militare,”Pro Humanitate”.

Grazie per quello che avete fatto: noi Italiani saremo sempre orgogliosi di Voi e delle Vostre Famiglie,

Fortunato Galtieri

“dulce et decorum est pro patria mori” (Quinto Orazio Flacco, Odi, III, 2, 13)

 

Gli elenchi sono suddivisi per annate

Anni '50 Anni '60 Anni '70/80 Anni '90 a. 2000-2005 a.i 2006-2010

a. 2011-2012

Grado, cognome e nome del Caduto Forza Armata/Arma/Reparto di appartenenza/Annotazioni Luogo e circostanza del decesso Data del decesso
1° caporal maggiore SANNA Luca Esercito, 8° Rgt. Alpini Cividale del Friuli, Brig. Alpina "Julia"; anni 33, originario della provincia di Oristano

VSP, Volontario in Servizio Permanente, è stato ucciso da un terrorista in uniforme dell'esercito Afgano nel corso di uno scontro a fuoco all’interno dei un avamposto denominato “Highlander”, a circa 10 km dalla base italiana Bala Murghab, Afganistan, mentre un altro alpino, Luca Barisonzi, 20 anni, è rimasto ferito gravemente. I funerali solenni si sono svolti nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. Dolore e commozione tra i familiari e gli amici del militare. Ad accompagnare il feretro all'uscita della chiesa, la moglie Daniela, i genitori e i fratelli. Durante l'omelia, l'arcivescovo ordinario militare per l'Italia, Vincenzo Pelvi, ha parlato di Luca come "una presenza amica" in Afghanistan, "desiderosa di favorire uno scambio di doni tra persone semplici" e che "faceva del bene". Monsignor Pelvi ha poi sottolineato: "Nessuno dei nostri militari vuole fare l'eroe. Tutti vogliono tornare a casa dalle loro famiglie e dai loro amici. Ma tutti non esitano a porre a rischio il proprio futuro, sapendo che possono dare la vita o rimanere segnati. Questo è vero eroismo quotidiano della famiglia militare".
Il feretro è subito partito per la Sardegna dov’è giunto alle 16 all'aeroporto militaredi Elmas il a bordo di un Dornier 288 dell'Esercito Italiano. Tre minutiprima, con un altro Dornier dell'Esercito, erano arrivati ifamiliari. Ad attendere l'alpino le massime autorità regionali tracui il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, il comandantemilitare della Regione Sardegna Claudio Tozzi, il presidente delConsiglio regionale Claudia Lombardo, il sindaco di Cagliari EmilioFloris.
Il feretro, avvolto nella bandiera tricolore e portato in spalla dagli Alpini dell'8° Reggimento, è stato benedetto nel piazzale dell'aeroporto dal cappellano militare mons. Salvatore Pompedda.Mentre risuonavano le note del Silenzio, i presidenti della Regione del Consiglio regionale e il generale Tozzi hanno sostato in raccoglimento davanti alla bara. Il feretro è stato poi trasferito al paese d'origine di Sanna, Samugheo (Oristano), dove il sabato pomeriggio si erano celebrati i funerali in forma privata.

 

18.gen. 2011
Tenente, ora Capitano RANZANI Massimo Esercito, 5° Rgt. Alpini, Vipiteno (BZ), Brig. Alpina “Julia”; anni 37, originario di Occhiobello (FE) Deceduto nell'esplosione di un ordigno improvvisato (IED) che questa mattina ha investito un Lince nei pressi di Shindand, nella quale altri quattro militari - tutti appartenenti al 5° rgt. alpini di Vipiteno - sono rimasti gravemente feriti. La deflagrazione, avvenuta a 25 chilometri a Nord di Shindand ha colpito il terzo mezzo di una pattuglia che rientrava da un'attività di MEDCAP congiunta con le forze afgane. I feriti sono stati evacuati presso l'ospedale militare (Role 2) della base "Shaft" di Shindand, sede del comando della Task Force Centre. Questo tipo di attacco, nonostante gli importanti progressi svolti da ISAF per contrastarne la minaccia, rappresenta una delle modalità di azione tra quelle utilizzate dagli insurgent e, nel 30 percento dei casi, colpisce vittime civili. Le forze di sicurezza ISAF svolgono una continua attività per prevenire questo genere di minaccia al fine di migliorare le condizioni di sicurezza e garantire uno sviluppo sociale ed economico della regione. La Salma è rientrata in Patria il 2 marzo verso le 21.00 e, dopo gli Onori Militari, è stata trasportata all’Ospedale Militare del Celio, ov’è stata eseguita l’autopsia e dov’è stata allestita la Camera Ardente dalle 9.00 alle 10.30 del 3 marzo. I Funerali Solenni, alla presenza del Presidente della Repubblica, dei Presidenti del Senato e della Camera, del Presidente del Consiglio (arrivato però in ritardo), e delle altre più Alte Cariche Civili e di quelle Militari, sono stati celebrati dall’Ordinario Militare per l’Italia, Mons. Vincenzo Pelvi che, all’omelia ha detto: «Signor presidente della Repubblica grazie di cuore per la sua paterna vicinanza ai nostri giovani militari e alle loro famiglie». «Agli amici- aggiunge- Massimo confidava che per costruire la pace bisogna guardare gli occhi dei bambini, leggervi dentro il sogno di cose belle e nuove perché non ci sono bambini italiani, afghani o di altri paesi ci sono solo bambini». Poi sottolinea che «Massimo è stato un instancabile seminatore di speranza dinanzi allo straniero, al prigioniero, al nudo, all'affamato. Sperare, per Massimo, significava credere nell'impossibile». Massimo era «un alpino dallo sguardo sorridente ed è stato colpito durante un'operazione di assistenza medica, dopo aver distribuito vestiti». «Da buon cristiano Massimo, cresciuto tra gli scout della sua parrocchia, che giurano fedeltà a Dio e alla patria - ha aggiunto - sapeva che la pace esige il lavoro più eroico, il sacrificio più difficile, perché la pace esige un eroismo più grande della guerra, una maggiore fedeltà alla verità e alla pace». Infine, monsignor Pelvi ha sottolineato che «le nostre missioni internazionali ci aiutano a capire che siamo famiglia umana, nella circolarità del dono. Troppo spesso siamo tentati di nasconderci dietro affermazioni del tipo "non è compito mio", "ne vale la pena?", "non ne sono capace". Il sacrifico di Massimo e dei nostri militari ci impegna a riaffermare quell'amore sociale, norma suprema e vitale di ogni persona umana». Dopo le esequie solenni, la bara avvolta nel Tricolore è stata salutata dalle massime cariche dello Stato e delle forze armate, per fare ritorno nel paese in provincia di Rovigo. Qui sarà allestita giovedì la camera ardente nella sala consiliare del Comune. I funerali privati del tenente sono stati celebrati venerdì 4 marzo nella chiesa di Santa Maria Maddalena di Occhiobello (FE). 28.feb.2011
Ten.Col. CC CONGIU Cristiano Carabinieri, già Comandante della Compagnia CC di Pontecorvo (FR), distaccato presso l’Ambasciata Italiana a Kabul, Afganistan, come Esperto Antidroga e per la Sicurezza

Ucciso proditoriamente da alcuni criminali mentre si trovava nella Valle del Panjshir (Afganistan), per aver preso le difese di una donna vittima di un'aggressione. Esperto Antidroga e per la Sicurezza in servizio presso l’Ambasciata d’Italia a Kabul è stato ucciso ieri con colpi d’arma da fuoco nella provincia del Panshir in circostanze ancora da verificare. Il Ministro degli Esteri Frattini nell’esprimere il proprio il proprio dolore e cordoglio per la tragica scomparsa, rivolge ai familiari della vittima un sentimento di vicinanza e commossa ammirazione per un uomo che ha dato la vita in una missione di pace per il proprio Paese. “Questo ulteriore pesante tributo che ci troviamo a pagare non ci deve far deflettere dal nostro impegno quotidiano di stabilizzazione dell’Afghanistan e di progressivo trasferimento all’esercito e alla polizia afghani delle responsabilità di sicurezza del proprio Paese” ha commentato il Ministro Frattini. Dalle indagini svolte dal Ros si ritiene che la morte di Congiu non sia conseguente a indagini a lui affidate ma a motivi accidentali.

Il C-130J dell'Aeronautica che ha riportato in Italia la salma del tenente colonnello dei Carabinieri ed esperto antidroga è atterrato all'aeroporto di Ciampino poco dopo le 10. Ad accogliere l'arrivo del feretro il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il capo di stato maggiore della Difesa generale Biagio Abrate e il comandante generale dell'Arma dei carabinieri, generale Leonardo Gallitelli. I funerali dell'ufficiale dell'Arma si sono svolti il 7 giugno 2011, alle 17, a Pontecorvo, paese in provincia di Frosinone dove abita la famiglia di Congiu. 

04.giu.2011
caporal maggiore scelto, ora caporal maggiore capo scelto TUCCILLO Gaetano Esercito, Battaglione Logistico “Ariete”, Maniago (PN), anni 29, originario di Palma Campania (NA) Conducente di Autocarro pesante APS, è rimasto ucciso in un attentato nei pressi del villaggio di Caghaz, a 16 chilometri a ovest di Bakwa (a est del distretto di Farah), dove “un mezzo italiano è rimasto coinvolto dall'esplosione di un ordigno posto lungo la strada. Nell'esplosione è rimasto ucciso un militare italiano e un altro, il caporal magg. Aniello Cerqua, di Somma vesuviana (NA), appartenente al 186° Rgt. Par.“Folgore” di Siena è rimasto ferito a una gamba, ma non in pericolo di vita”. Il mezzo è saltato su uno Ied, uno di quei micidiali ordigni esplosivi improvvisati che mietono vittime in Afghanistan, soprattutto tra i civili.

La salma del C.M.S. Gaetano Tuccillo era giunta all'aeroporto di Ciampino a Roma il 4 luglio 2011 alle undici a bordo di un C130 dell’Aeronautica Militare. Ad accogliere le spoglie del militare c'erano il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, con il ministro della Difesa Ignazio La Russa e dai familiari, tra cui la giovane moglie di origine olandese. Oltre alla rappresentanza del governo, erano presenti anche il presidente della Corte Costituzionale, Alfonso Quaranta, e per le forze armate, tra gli altri, il capo di stato maggiore della Difesa Biagio Abrate e il capo di stato maggiore dell'Esercito, generale di Corpo d'Armata Giuseppe Valotto. Ha reso gli onori, un Picchetto in Armi Interforze. Poi la Salma è proseguita, scortata dai Carabinieri motociclisti, verso l’Ospedale Militare del Celio in Roma, per l’autopsia e dove, nel pomeriggio è stata allestita la Camera Ardente.  Il 5 mattina, alle 11.30, in una chiesa gremita di cittadini, militari di tutte le Forze Armate e di Autorità civili, militari e religiose, si sono svolte le esequie solenni del Caporal Maggiore Scelto Gaetano Tuccillo, caduto al rientro di un’attività di ricognizione congiunta con l’Esercito afgano nei pressi di Bakwa, in Afghanistan. La cerimonia si è svolta nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, alla presenza dei familiari, tra cui la giovane moglie Evelyn, di origine olandese, del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dei Vertici delle Istituzioni che si sono stretti al feretro, avvolto nel Tricolore, per l'ultimo saluto. “Gaetano era un giovane solare, innamorato della vita e del suo lavoro - ha detto Mons. Vincenzo Pelvi, Arcivescovo Ordinario Militare per l'Italia, nel corso dell'omelia – e faceva parte di quella lunga schiera di persone che partono perché vogliono proteggere la patria e il bene comune”.Le esequie solenni si sono concluse con le note del silenzio. Il feretro, portato a spalla dai commilitoni del battaglione logistico “Ariete” di Maniago, è stato accolto da un lungo, commosso, applauso della folla in attesa all'uscita della Basilica e salutato con gli 'Onori ai Caduti' dal picchetto d'onore interforze schierato sul piazzale, e l'applauso della numerosa folla commossa. Prima di essere caricata sul carro funebre, la bara ha ricevuto la benedizione e il bacio di monsignor Pelvi. I familiari dopo avere baciato a loro volta la bara, sono stati salutati ancora una volta dal Presidente Napolitano. La Salma del C.M.S. Gaetano Tuccillo è quindi partita, sempre scortata dai Carabinieri motociclisti, alla volta della sua terra, la Campania, per i funerali in forma privata nel pomeriggio dello stesso giorno nella cattedrale di Nola.

 

02.lug.2011
1° caporal maggiore, ora primo caporal maggiore MARCHINI Roberto Esercito, 8° Reggimento Genio Guastatori Paracdutisti “Folgore”, Legnago (VR), anni 28, originario di Caprarola (VT). Deceduto in seguito all'esplosione di un ordigno che ha investito il militare, all’ultimo giorno di missione, era appena sceso dal mezzo, iniziando la bonifica. Il tragico fatto è avvenuto a Bakwa, Afganistan, nella parte meridionale del settore ovest, tutto a comando italiano. L’artificiere aveva proprio il compito di bonificare dai micidiali 'Ied', gli ordigni esplosivi improvvisati, le strade percorse dai convogli. La salma del primo caporal maggiore Roberto Marchini, ucciso martedì scorso nell'esplosione di un ordigno in Afghanistan, è giunta a Roma all'aeroporto militare di Ciampino alle 10.17 a bordo di un C130 dell'aeronautica militare il 14 luglio. Una folla commossa ha dato l'ultimo saluto a Roma, nella basilica di Santa Maria degli Angeli, al caporal maggiore scelto Roberto Marchini, Il feretro, rientrato in mattinata a Ciampino con un C130 dell'aeronautica militare, è stato accolto dalla famiglia, dall'ottavo reggimento Genio Folgore e dalle alte cariche dell'esercito e dello Stato. Poi, nel pomeriggio, prima dei funerali solenni, la camera ardente all'ospedale militare del Celio. Le esequie si sono svolte nella basilica di Santa Maria degli Angeli. La bara, dopo gli onori militari, è stata portata all'interno della basilica da sei commilitoni e sistemata davanti all'altare. Sopra, una foto con la faccia sorridente del giovane parà dell'8° reggimento Genio guastatori di Legnago, che avrebbe compiuto 29 anni tra qualche giorno. Su un cuscino, le decorazioni e il basco amaranto. Presenti in chiesa, tra gli altri, il presidente del Senato Renato Schifani, quello della Camera Gianfranco Fini, il ministro della Difesa La Russa, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Presente anche l’on. Gianfranco Paglia, Maggiore dell’Esercito, decorato di M.O.V.M., nella sua carrozzina a rotelle, essendo paralizzato agli arti inferiori.

"Non possiamo praticare una politica basata sull'interesse a breve termine, solo una motivazione di carattere etico, cioè la consapevolezza di appartenere all'umanità in quanto tale, può consolidare l'interesse a lungo termine dell'umanità che richiede l'elaborazione di un'economia mondiale dei bisogni". Così monsignor Vincenzo Pelvi, ordinario militare, si è rivolto alla chiesa durante l'omelia. Poi il ricordo del caporal maggiore scelto: "Roberto desiderava seminare nel mondo un pò più di amore, prendeva perciò sempre posizione a favore di chi era oppresso, costretto a vivere nell'ingiustizia. Aveva scelto la professione militare per dedicarsi ai più deboli, a coloro che non hanno nessun valore agli occhi del mondo, coloro che non valgono niente, che non sono niente o, molto semplicemente, coloro che agli occhi degli altri non esistono più". E rivolgendosi alla mamma Pina, Pelvi ha concluso: "Il domani porti semi di bene, anche tra le macerie della guerra".

Al termine della funzione il un Sottufficiale ha letto la ", seguita dal Silenzio suonato da un Trombettiere dell'8° Rgt. Genio Guastatori "Folgore". Successivamente la salma, dopo avere ricevuto gli Onori Militari da un Reparto Interforze, è proseguita, sempre sotto scorta, per Caprarola, in provincia di Viterbo, dove il 15 luglio sono stati celebrati i Funerali privati.

 

12.lug.2011
1° caporal maggiore TOBINI David Esercito, 183° Reggimento “Nembo”, di Pistoia, Brigata Paracadutisti “Folgore”, anni 28, originario di Roma, ma residente ad Anguillara Sabazia (RM).

Caduto in combattimento durante uno scontro a fuoco mentre stava partecipando a una attività congiunta tra militari italiani e forze afghane nella valle nella valle di Bala Burghab, nella provincia di Badghis, mentre altri due commilitoni sono stati feriti, lo ha  precisato un comunicato dello Stato maggiore della Difesa, Si tratta di Simone D'Orazio, nato a Isernia nel 1982, ferito al torace. In un secondo attacco è rimasto ferito Francesco Arena, nato a Vibo Valentia nel 1979, colpito all'arto superiore destro ma non è in condizioni gravi.

La Salma è giunta a bordo di un C130 dell’Aeronautica Militare all’aeroporto militare di Ciampino alle 10.00 del 27 luglio. Ad attenderla a mamma Annarita, basco amaranto d'ordinanza del figlio sulla testa, il papà Stefano e il fratello minore Giorgio, insieme con altri parenti. Il feretro, avvolto nel tricolore, è stato fatto scendere dal C130 portato a spalla da commilitoni del 183° reggimento “Nembo” di Pistoia. Pochi istanti dopo, la benedizione da parte dell'Ordinario militare, arcivescovo Vincenzo Pelvi, e l'omaggio del Ministro La Russa che ha sostato in silenzio davanti alla bara. Subito dopo, il Silenzio e gli onori militari del picchetto d'onore del “Nembo” e da un plotone Interforze.  Poco prima la mamma di David, si era avvicinata alla bara con l'arcivescovo Pelvi e l'aveva accarezzata e baciata a lungo. Quindi, il carro funebre ha lasciato lo scalo di Ciampino, intorno alle 10.20. diretto all'Istituto di Medicina Legale per gli esami autoptici. Nel pomeriggio è stata aperta al Celio a Roma la camera ardente. A rendere omaggio i familiari, gli amici e i commilitoni, ma anche tanta gente che ha voluto salutare per l'ultima volta il militare caduto in Afghanistan. Era presente anche il caporal maggiore capo Francesco Arena, rimasto ferito nello scontro a fuoco nel quale ha perso la vita Tobini. Il soldato ferito al braccio ha salutato commosso i genitori della vittima.  I funerali Solenni si sono tenuti nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in Roma il 27 luglio, alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, del Senato, Renato Schifani, e della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini. Tra le altre autorità anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che aveva indetto una giornata di lutto comunale, il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta.  “Meditava ogni sera una pagina della Bibbia, che aveva portato con sé in Afghanistan, David Tobini”. A rivelarlo, nel corso dell’omelia, è stato l’arcivescovo ordinario militare per l’Italia  mons. Vincenzo Pelvi, per il quale “David aveva trovato il tesoro nascosto, la perla preziosa per cui vale la pena rinunciare a tutto: l’amore”. “Nella professione militare – ha detto l’arcivescovo - aveva scelto di mettersi alla scuola dei piccoli, dei malati, degli emarginati. Amava ripetere quell’espressione della preghiera della Folgore: ‘la mia giovane vita è tua, Signore!’. Non aveva paura di porsi le domande sull’esistenza. Non gli bastavano risposte parziali, certamente più facili e comode, che possono dare qualche momento di felicità, ma che non portano alla vera gioia”. “Caro David – ha aggiunto Pelvi - ti diciamo grazie per aver reso tutti più capaci di sperare e collaborare alla realizzazione di una sola famiglia umana. La pace rischia talvolta di essere considerata solo come frutto di accordi tra governi, di contatti diplomatici, di scambi economici e tecnologici, di incontri culturali. Ma perché tali sforzi possano produrre effetti duraturi, è necessario che si appoggino su valori radicati nell’amore alla vita”. Rivolgendosi ai presenti, tra i quali le massime cariche dello Stato, Al termine il feretro è stato portato a spalla dai commilitoni sul sagrato della Basilica, dove ha ricevuto gli Onori Militari da un Picchetto Interforze. La Salma ha poi proseguito, scortata da Carabinieri motociclisti per il luogo d’origine, Anguillara Sabazia (RM), dove il giorno dopo sono stati celebrati i Funerali privati del nostro Ragazzo Caduto.

 
25 lug.2011

 

 

 

 

 

 

 

Tenente, ora Capitano

BUCCI Riccardo

 

 

 

caporal maggiore scelto, ora caporal maggiore

capo scelto

FRASCA Mario

 

 

 

caporal maggiore, ora caporal maggiore capo  

DI LEGGE Massimo

 

 

 

Esercito, Reggimento Lagunari “Serenissima”, Venezia, anni 34, originario di Milano

 

 

 

Esercito, Comando Forze Operative Terrestri (COMFOTER), Verona, anni 32, originario di Foggia

 

 

 

 

Esercito, Raggruppamento Logistico Centrale, Roma, anni 28, originario di Aprilia (LT)

Elementi di un’unità affiancata all'esercito afghano, sono deceduti a seguito di “un mero incidente stradale su una via molto trafficata”, avvenuto a Herat, Afghanistan, a bordo di un Lince, mentre stavano muovendo verso il comando italiano in Afghanistan, in missione di collegamento, con il compito andare semplicemente da un capo all'altro per comunicare informazioni logistiche-amministrative. Il C130 dell’Aeronautica militare con bordo i feretri dei tre soldati italiani morti il 23 scorso in Afghanistan in un incidente stradale è atterrato la mattina del 25 all’aeroporto di Pratica di Mare (Roma). Ad accogliere le salme le più alte autorità militari, tra cui il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate ed il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Giuseppe Valotto. Presente anche l’ordinario militare, monsignor Pelvi, che ha impartito la benedizione alle vittime. Poi le salme sono state trasportate all’istituto di Medicina legale per gli accertamenti autoptici nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla procura di Roma, come sempre avviene in questi casi. Poi, i feretri hanno proseguito i luoghi di residenza delle famiglie delle vittime, dove il 26 si sono svolti i funerali solenni: a Sanbruson di Dolo (Venezia) per Bucci; ad Aprilia (Latina) per Di Legge; a Orta Nova (Foggia) per Frasca.
CENTINAIA di persone, vertici dell'Esercito, delle istituzioni e tanti semplici cittadini, hanno dato stamane l'addio a Sambruson di Dolo (VE) al Tenente Riccardo Bucci. La piccola chiesa di Sambruson, dove Bucci, originario di Milano. Profonda commozione, con la folla in silenzio, all'entrata in chiesa della bara avvolta nel tricolore, portata a spalla da sei soldati del reggimento «Serenissima». Dietro al feretro, un militare reggeva un cuscino con le decorazioni e la sciabola dello sfortunato ufficiale. Con i familiari di Sbucci la moglie Roberta, la sorella Barbara e la piccola figlia di 13 mesi e i genitori, Clara e Antonio, giunti ieri da Milano, hanno preso parte ai funerali il comandante del Primo Fod di Vittorio Veneto, il generale Roberto Bernardini dei Lagunari, il colonnello Giovan Battista D'Alessio, il prefetto di Venezia, Luciana Lamorgese, e per la regione l'assessore Daniele Stival.
SONO migliaia i cittadini di Orta Nova che, dal pomeriggio del 25, hanno voluto dare l’estremo salutare e rendere onore al caporalmaggiore scelto Mario Frasca. La camera ardente, allestita nell’Aula consiliare di Palazzo di Città, rimarrà allestita fino a quando la salma non sarà trasferita nella Chiesa Madre per la celebrazione dei funerali solenni, in programma alle sedici del 26.09.2011. Oltre alle autorità militari, sono attesi, tra gli altri, la senatrice segretario del Senato Colomba Mongiello, i deputati Antonio Pepe, presidente della Provincia di Foggia, e Michele Bordo, l’assessore regionale Elena Gentile, il Sindaco del capoluogo Gianni Mongelli e i primi cittadini di Cerignola, Carapelle, Ordona, Stornara e Stornarella.
L’ULTIMO saluto alla salma del Caporalmaggiore Massimo Di Legge, il militare di Aprilia. Il funerale si è svolto nella chiesa arcipretale di San Michele Arcangelo e Santa Maria Goretti. Alla funzione religiosa hanno presenziato autorità civili del Comune di Aprilia, ove il Sindaco aveva proclamato il lutto cittadino, della Provincia di Latina e della Regione Lazio, il Prefetto e il Questore di Latina, le autorità militari tutte e le associazioni di protezione civile, combattentistiche e d’Arma, e gli abitanti, increduli di fronte alla sorte del loro giovane concittadino. Nella sofferenza generale di fronte alla salma del militare, la commozione di molti che lo conoscevano e ne apprezzavano la sensibilità e il coraggio, come citava lo striscione appeso sul balcone della famiglia Di Legge: “Da oggi nel cielo brilla una nuova stella“.
23.sett. 2011

Ten. Col. GALLO Giovanni

 

Esercito, 152° Rgt. Ftr. "Sassari", Brig. mecc. "Sassari", anni 47, originario di Alghero (SS) Deceduto per un malore mentre assolveva al suo dovere nella missione di pace del contingente italiano a Farah (Afghanistan). La salma dell'Ufficiale era giunta il pomeriggio del 16 alle 16.30 ad Alghero (SS), con un C27J del 46° Stormo dell'Aeronautica militare di Pisa proveniente da Ciampino (RM).  Ad accompagnare il feretro, dopo l'autopsia eseguita in mattinata al 'Celio' di Roma, la moglie Anna Laura, il figlio Fabio ed una sorella dell'ufficiale, insieme ad altri due colleghi della Brigata 'Sassari', di cui era effettivo, e il cappellano militare della 'Sassari' don Giammario Piga, che lo ha accompagnato in Italia dall'Afghanistan. Ad accogliere la bara dell'ufficiale, avvolta nel tricolore, insieme ai genitori e a tanti parenti di Giovanni Gallo, c'erano il prefetto di Sassari Salvatore Mulas, il generale Claudio Tozzi, comandante del Comando Militare Autonomo della Sardegna, il comandante del distaccamento Brigata Sassari colonnello Maurizio Sulig, il cappellano militare Don Gian Mario Piga e un picchetto d'onore del 152/o reggimento, insieme ai rappresentanti di tutte le forze di polizia del territorio. In rappresentanza della Regione Sardegna erano presenti il vicepresidente del Consiglio regionale Mario Bruno e l'assessore della Pubblica Istruzione Sergio Milia. Dalle 18.30 sarà allestita la camera ardente presso la Casa Comunale di Sant'Anna in via Columbano. I funerali sono stati celebrati il 17 gennaio 2012, alle 15.00, ad Alghero nella Cattedrale di Santa Maria i funerali solenni presieduti dal Vescovo della Diocesi Monsignor Morfino. La stessa cattedrale, nel 2010 aveva accolto la salma di del Caporal Maggiore Scelto, GianMarco Manca altro militare algherese scomparso in missione ma in quel caso per attentato. 13.gen.2012
       

 

Glossario

Aerom.

Aeromobile

M.O.Mer.

Medaglia d’Oro al Merito

Ale

Aviazione Leggera Esercito (ora Aves)

M.O.V.C.

Medaglia d’Oro al Valor Civile

Alp./alp

Alpini/Alpino

M.O.V.M.

Medaglia d’Oro al Valor Militare

app.to

Appuntato (Carabinieri e Guardia di Finanza)

mont.

Montatore

av.

Aviere

mot.

Motorista

Aves

Aviazione di Sostegno Esercito

MSU

Multinational Specialized Unit (Polizia Int.le)

b.

Brigata

O.A.

Osservatore Aeronautico

bers.

Bersagliere

O.M.

Ospedale Militare

Btg./btg.

Battaglione

O.M.I.

Ordine Militare d’Italia

c.le

Caporale

ONU

Organizzazione Nazioni Unite

car.

Carabiniere

par.

Paracadutista

Cap.

Capitano

P.E.

Pilota Elicottero

CIMIC

Civil Military Co-operation

Pil./pil.

Pilota

CO.F.S.

Comando Forze Speciali Interarma

P.O.

Pilota Osservatore

C.d.G.V.M.

Croce di Guerra al Valor Militare

PRT

Provincial Reconstruction Team (Afganistan)

C. d’on.O.

Croce d’onore Oro

Rrale

Raggruppam. Riparaz. Aviazione Leggera

C.R.I

Croce Rossa Italiana

rgpt.

Raggruppamento

EAU

Emirati Arabi Uniti

Rgt./rgt.

Reggimento

EMB/e.m.b.

Elettromeccanico di Bordo

Ris

Reparto Investigazioni Scientifiche (CC)

gr.

Gruppo

S.A.R.

Search and Rescue (Elicottero HH-3F)

ISAF

International Security Assistance Force

Serg.

Sergente

lanc.

Lanciere

Sgt.

Sergeant (Sergente)

KFOR

Kosovo Force, Forza del Kosovo (Italfor)

SISMI

Servizio Informazioni Sicurezza Militare

mar.

Marinaio (Marina Militare)

Smi

Slow Mover Interceptor (Elicottero HH-3F)

Mar. 1. cl.

Maresciallo di 1.a Classe (AM)

Sqd./sqd.

Squadrone/Squadroni

Mar. 3 cl.

Maresciallo di 3.a Classe (AM)

so.

Sostegno

marcon.

Marconista

TMA

Tecnico Meccanico Aeromobili

M.A.V.Es.

Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito

tra.

Trasporti

M.B.V.M.

Medaglia di Bronzo al Valor Militare

UN

United Nations (Nazioni Unite)

  per gli anni precedenti cliccare sui seguenti tasti:

Anni '50 Anni '60 Anni '70/80 Anni '90 a. 2000-2005 a.i 2006-2010

NOTA: maggiori dettagli si possono ottenere visitando il gruppo di Facebook: “Elenco Militari Caduti nel Mondo ‘Pro Humanitate’ (1950-2011)”, all'indirizzo:  http://www.facebook.com/home.php#!/group.php?gid=106752081306&ref=ts

 

a cura di Fortunato Galtieri, Ufficiale dell’O.M.R.I. - Via R. Viganò, 4 - 40037 Pontecchio Marconi (BO), Italia

Tel./fax (+39)0516781026; cell. (+39)3394220093

e-mail: fortunato.galtieri@alice.it

http://www.fortunatogaltieri.it

Skype: fortunato.galtieri

 

(aggiornato al 20 gennaio 2012)

 

 

(Ringrazio coloro che volessero segnalarmi eventuali discrepanze e/o inviarmi informazioni utili al riguardo)

Il Silenzio d'ordinanza - file formato .mp3 - 1.43 MB
Il Silenzio (fuori ordinanza) - file formato .mp3 - 3.2 MB


"Eravamo in diciannove", dedicata ai Caduti di Nassiriya


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