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( 0 / 0 )Il segretario delle delegazione regionale ANIOC (ass. naz. insigniti onorificenze cavalleresche) Fortunato Galtieri di Sasso Marconi, con decreto del Presidente della Repubblica, è stato insignito dell'onorificenza di Ufficiale dell'Ordine ‘Al Merito della Repubblica Italiana’. Galtieri, che è anche delegato per Sasso Marconi dell’associazione, ha accolto la notizia con molta soddisfazione e ha detto: “Lo ritengo un riconoscimento per la mia attività nel ricordare i tanti militari, che per onorare il loro giuramento di fedeltà alla Patria, hanno perso la vita”.
Tratto da:
http://notiziefabbriani.blogspot.com/search/label/ANIOC
Ringrazio, con gratitudine, il Prof. Francesco Fabbriani, Corrispondente locale de "Il Resto del Carlino" di Bologna, che cura anche il suo Blog, sul quale egli ha voluto cortesemente inserire questo post che mi riguarda, cosa che mi ha fatto davvero molto piacere!
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( 3 / 5 )Fortunato Galtieri è nato a Brancaleone "calabro” (lontano una quarantina di km da Siderno, Città gemellata con Sasso Marconi), il 13 dicembre 1940, e aveva lasciato la sua terra per la prima volta a quasi sedici anni, nel 1956 per emigrare nella Svizzera Italiana per motivi di lavoro, risiedendo per tre anni a Como Ponte Chiasso. Nel 1959 era andato in Francia, vicino a Toulon per fare visita a dei suoi parenti, decidendo di restarci, avendo trovato un'occupazione in un Collegio dei Salesiani, a La Crau (Var) per imparare la Lingua Francese. Il Sig. Galtieri conosce anche la Lingua Inglese. Nel 1962, a seguito del ricevimento della cartolina di precetto (inviatagli per posta dalla madre), a seguito di domanda di rinuncia scritta al congedo anticipato per il Titolo 85: "Primogenito di padre con famiglia numerosa", era rientrato in Patria e nell'ottobre dello stesso anno aveva raggiunto il 46° Rgt. Fanteria "Reggio" CAR di Palermo per poi, nel gennaio 1963, essere trasferito alla Scuola Specializzati Trasmissioni di San Giorgio a Cremano (Na) fino al mese di maggio, conseguendo il Brevetto Militare di Telescriventista, e quindi destinato al VI° Btg. Trasmissioni di C.A. di Bologna, e da quella Unità, trasferito come Aggregato alla 3.a Compagnia del XLIII Btg. Trasmissioni, sempre a Bologna, per prestare servizio al Centro Trasmissioni del VI Corpo d'Armata di Bologna (allora in Via Galliera, 1), fino al congedo, avvenuto il 6 aprile 1964. Avendo conosciuto una ragazza durante il servizio militare, aveva deciso di non rientrare in Patria, chiedendo e ottenendo la residenza a Casalecchio di Reno, dandosi da fare per trovare un posto di lavoro, per cui aveva lavorato all'Albergo Alexander e in seguito all'Hotel Milano Excelsior fino al mese di gennaio 1966. Il 1. marzo dello stesso anno era stato assunto dalla Montecatini, Filiale di Bologna e nel mese di maggio aveva contratto matrimonio con la Sig.na Luisa Seppi, da cui aveva avuto due figli: Beatrice (1967) e Alessandro (1969). Nel 1968, a seguito della fusione della Montecatini con la Edison, era stato trasferito alla Sede di Milano, dov'era rimasto fino al marzo 1970, quand'era stato assunto dalla Arco SpA di Sasso Marconi, ov'è rimasto per ben 32 anni e 8 mesi, come Impiegato di 5° Super e le Mansioni di di Responsabile dell'Ufficio Telecomunicazioni, lasciando l'Azienda, che allora si chiamava Arcotronics Italia SpA nel mese di novembre del 2002, andando in pensione con oltre quarant'anni di contribuzione, dal 1. dicembre 2002.
Da allora, il Sig. Galtieri, che dal 2 giugno 1990 era stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere, ha continuato a dedicarsi al Sodalizio di cui è Segretario per la Regione Emilia-Romagna e Delegato Comunale dell'Associazione Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche, organizzando, tra l'altro, dal 1996, una S.Messa in suffragio per i Caduti di tutte le guerre per l'Italia, di cui domenica 28 novembre 2010, alle ore 11.30, nel Santuario della Madonna del Sasso avrà luogo la XV edizione, mentre dalla I alla XIV aveva avuto luogo nella Chiesa Arcipretale di S.Stefano in Pontecchio Marconi.
Il Sig. Galtieri, che si era trasferito a Sasso Marconi, da Casalecchio, nel 1975, a seguito della separazione dalla moglie, aveva abitato in Via Castello fino al 1995, quando si era trasferito a Pontecchio Marconi, avendo acquisito un appartamento, con giardino, in Via R. Viganò, dove tuttora risiede, soddisfatto di avere realizzato anche il sogno di avere un'abitazione propria, ottenuta con tantissimi sacrifici.
Il Sig. Galtieri ha due nipoti, Carlotta (1992) e Lorenzo (1996) che, purtroppo, vivono lontano, in Lombardia.
Il Sig. Galtieri, come Titolo di Studio ha conseguito il Diploma di Licenza di Scuola Statale di Avviamento Professionale (1956), e ha una preparazione Culturale Superiore, acquisita in proprio, come autodidatta.
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( 1 / 2 )Specialisti del Genio, sono rimasti colpiti nell'esplosione di un ordigno artigianale. Berlusconi: «Addolorato»
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(Ansa)
MILANO - Due militari italiani - il primo maresciallo Mauro Gigli e il caporalmaggiore capo Pierdavide De Cillis - sono morti in Afghanistan. Nell'incidente ha riportato lievi escoriazioni anche il capitano Federica Luciani del 2/o Reggimento Genio Pontieri di Piacenza e si è registrato il ferimento lieve di un civile afghano. La notizia è stata data in Italia dal presidente di turno del Senato, Vannino Chiti. L'aula di Palazzo Madama ha immediatamente osservato un minuto di silenzio. Nella giornata di giovedì ci sarà un'informativa del governo al Parlamento: il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, relazionerà sull'accaduto e sulle condizioni in cui le truppe italiane si trovano ad operare. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha appreso della notizia poco prima di aprire la conferenza degli ambasciatori alla Farnesina, si è detto «rattristato» per le nuove vittime italiane.
LA RICOSTRUZIONE - Il fatto è avvenuto a una decina di chilometri a nord di Herat. I due militari, secondo quanto si è appreso, erano specialisti del Genio. Facevano parte di un team Iedd (Improvised Explosive Device Disposal), specializzato nella rimozione di ordigni esplosivi improvvisati. Quando è avvenuto l'incidente erano impegnati proprio in una operazione di disinnesco. L'intervenuto è avvenuto intorno alle 20 locali. Una bomba rudimentale segnalata dalla polizia afghana. Dopo aver verificato la presenza dell'ordigno, i due genieri hanno proceduto alla sua neutralizzazione. Ma nel perlustrare la zona circostante per accertare l'eventuale presenza di altri ordigni, sono stati investiti da una forte esplosione che ne ha causato la morte. Anche il precedente attentato che aveva causato la morte di soldati italiani, lo scorso maggio, era avvenuto nella zona di Herat, dove ha sede il quartier generale del nostro contingente.
LE DUE VITTIME - I due genieri caduti sono il 1° maresciallo Mauro Gigli, nato il 3 aprile 1969 a Sassari ed effettivo al 32° Reggimento Genio di Torino (Brigata Alpina Taurinense), e il caporal maggiore capo Pierdavide De Cillis, nato il 25 febbraio 1977 a Bisceglie(Bari) e appartenente al 21° Reggimento Genio di stanza a Caserta. «I due militari - spiega lo Stato Maggiore della Difesa - facevano parte della Task Force Genio inquadrata nel contingente italiano in Afghanistan e avevano al loro attivo numerose missioni all'estero durante le quali avevano effettuato un elevato numero di interventi di disinnesco di ordigni esplosivi. Nell'ambito dell'operazione di oggi, i due genieri erano inquadrati in un dispositivo composto da 36 militari su 8 veicoli blindati Lince, uno dei quali in versione ambulanza. A seguito dello scoppio ha riportato lievi escoriazioni il Capitano Federica Luciani del 2° Reggimento Genio Pontieri di Piacenza e si è registrato il ferimento lieve di un civile afghano».
«LE PAROLE NON HANNO SENSO» - Berlusconi ha detto che quando arrivano queste notizie così drammatiche «ci si domanda se ne vale la pena», per poi aggiungere che proprio in queste situazioni, «bisogna rafforzare l'idea che ne vale la pena». «Le parole non hanno senso», ha aggiunto, non possono «lenire il dolore. C'è solo il fatto - afferma il Cavaliere - di apprezzare chi compie la scelta personale di andare in missione. «La carriera di un soldato - dice il capo del governo - espone a certi rischi. Chi è andato in Afghanistan lo ha fatto per scelta personale». Per il premier, dunque, queste notizie «creano dolore ma è giusto fare quello che facciamo».
IL PD: «SICUREZZA INELUDIBILE» - Anche dai gruppi dell'opposizione sono arrivate parole di cordoglio e vicinanza ai famigliari delle vittime. Il Pd chiede però che il governo affronti il tema delle tutele per i militari italiani. «La vicenda purtroppo rende non più eludibile la questione della sicurezza dei nostri militari in Afghanistan - ha detto l'on Erminio Quartiani dell'ufficio di presidenza del Pd alla Camera - : per questo chiediamo che il governo riferisca alla Camera sulle condizioni in cui il nostro contingente si trova ad operare». Antonio Di Pietro, a nome dell'Idv, ha detto che «oggi è un giorno di lutto per tutto il Paese e ogni polemica sulla nostra presenza in Afghanistan risulterebbe strumentale». Tuttavia ha anticipato che «a tempo debito, ribadiremo le ragioni per le quali l'IdV è contraria a una missione che è risultata fallimentare, come dimostrato dal dossier diffuso da Wikileaks». Per il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, «l'Afghanistan non può diventare il Vietnam italiano. Ormai siamo in presenza di una guerra senza fine che porta solo alla perdita dolorosa di vite umane tra militari italiani e i civili».
Redazione online, 28 luglio 2010
28 LUGLIO 2010
AFGHANISTAN
Due specialisti del genio hanno perso oggi la vita nel corso delle operazioni di disinnesco di un ordigno nella città di Herat.
I due militari facevano parte di un team IEDD (Improvised Explosive Device Disposal), specializzato nella rimozione di ordigni esplosivi improvvisati, intervenuto intorno alle 20 locali per il disinnesco di una bomba rudimentale segnalata dalla polizia afgana.
Dopo aver verificato la presenza dell’ordigno, i due militari procedevano con successo alla sua neutralizzazione. Nel perlustrare la zona circostante per accertare l’eventuale presenza di altri ordigni, i due venivano investiti da una forte esplosione che ne causava il decesso.
(fonte: Contingente Italiano in Afghanistan)
Ministro La Russa: cordoglio per decesso genieri italiani in Afghanistan
Herat (Afghanistan), 28 luglio 2010
Il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, appresa la notizia del decesso di due militari italiani in Afghanistan, avvenuto nel corso delle operazioni di disinnesco di un ordigno vicino alla città di Herat, ha espresso sentimenti di profondo cordoglio e sentita personale partecipazione al gravissimo lutto che ha colpito le famiglie dei Caduti e l'Esercito tutto.
28 LUGLIO 2010
CORDOGLIO DEL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO
Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Giuseppe Valotto, si stringe con affetto ai familiari dei genieri caduti oggi in Afghanistan ed esprime il profondo cordoglio della Forza Armata per il tragico lutto.
(fonte: Stato Maggiore Esercito)
30 LUGLIO 2010
CAMERA ARDENTE ED ESEQUIE SOLENNI
Oggi, presso il Policlinico Militare “Celio” di Roma, dalle 15.00 alle 16.30, sarà allestita la camera ardente per i due militari caduti in Afghanistan. Sempre oggi a Roma, a partire dalle ore 18.00, si svolgeranno le esequie solenni nella Basilica di Santa Maria degli Angeli.
(fonte: Ministero della Difesa)
30 LUGLIO 2010
PROMOZIONE AL GRADO SUPERIORE
Sulla base delle vigenti disposizioni in materia, i militari caduti in Afghanistan, sono stati promossi al grado superiore: - Primo Maresciallo Mauro Gigli promosso Sottotenente; - Caporal Maggiore Capo Pierdavide De Cillis promosso Caporal Maggiore Capo Scelto.
(fonte: Stato Maggiore Esercito)
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Questo sito Internet partecipa al dolore per la scomparsa del 1° maresciallo Mauro GIGLI,del 32° Rgt. g. (gua.) Brig. Alp. “Taurinense”, di Torino e del caporal maggiore capo Pierdavide De CILLIS, del 21° Rgt. g. (gua.) di stanza a Caserta, Caduti oggi, in Afganistan, e presenta le condoglianze ai Comandi del 32 Reggimento Genio della Brigata Alpina "Taurinense" e del 21° Reggimento Genio di Caserta, e alle Famiglie dei Caduti per il gravissimo lutto che le ha colpite.
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